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IGNORARE
23 ottobre 2010

Raccontiamo Italandia

su:gli italiani

Extraterrestre ..... portami su Italandia

Sono le otto meno un quarto e Speranza come tutte le mattine è già sveglia … come sempre… 10 minuti prima che suoni la sveglia. Apre gli occhi e si alza delicatamente, accompagnata e cullata da quel sottofondo musicale (musica classica nel suo caso) che tutte le mattine, ad orario concordato con il Ministero del buon umore, riempe le case del paese. A passo lento, garbato e direi quasi danzante si dirige verso la stanza degli specchi. Si guarda, è bellissima, con quel sorriso mai sbiadito, gli occhi brillanti e l’esperienza sulla pelle che rende ancor più saggia ed affascinante una donna di cinquant’anni. Quella mattina Speranza sembra ipnotizzata dal suo aspetto, ha la pelle d’oca, il cuore batte lentamente ma con vigorosa convinzione, non riesce a nascondere l’entusiasmo per quello che a distanza di qualche ore accadrà. Si perché come tutte le settimane il Presidente del Consiglio terrà il suo discorso alla nazione, rispondendo alle domande preparate dalle varie testate giornalistiche e dagli esponenti dei partiti di opposizione.

Speranza non riesce a staccare l’immaginazione da quell’evento sempre così gioioso per il paese, quando dalla cucina arrivano prepotenti gli schiamazzi e le risate dei suoi quattro figli. Utopia, Oceania, Miracolo e Maggese, così si chiamano i quattro figli. Utopia ha esaudito il suo sogno ed è una cantante di musica country. Oceania invece ha utilizzato i 10000 globi (la moneta mondiale) donati dal governo ad ognuno alla nascita, utilizzabili per finanziare gli studi e realizzare qualsiasi altro sogno oppure da donare in beneficenza, per aprire una sartoria. Miracolo studia per diventare un esperto ecologista mentre Maggese ha deciso di intraprendere l’attività del padre Felice e lo aiuta nel gestire la fattoria di famiglia. Tutti quanti impazienti ed entusiasti aspettano quel glorioso evento che alleggerirà ancor di più il loro già quieto vivere.

Passano poche ore, e alle 18.oo si ritrovano con i loro amici nella piazza principale del paese davanti ad uno schermo gigante sistemato lì per l’occasione. Inizia l’intervista.

sempre su:gli italiani


Extraterrestre .... lasciami su Italandia. Intervista al Presidente

sono ormai le 18.00. Speranza, Felice ed i suoi figli si ritrovano in piazza davanti a quello schermo. Utopia con il suo gruppo già da un’ora canta commossa, inneggiando al suo paese di cui è fiera, mai una parola per il presidente, mai il suo nome, non vuole offenderlo. Lo ama però, come si ama un fratello maggiore. Il paese è in festa.

Sono le 18.00, la musica cessa, e di colpo un silenzio che sa di natura e quindi poesia invade il paese. Tutti a guardare quello schermo senza malizia e pregiudizi …. le menti sono abbandonate …. che lo spettacolo abbia inizio:

La prima domanda è di un giornalista internazionale:

Presidente, buonasera.

Buonasera a lei, a tutti gli altri ospiti e a chi ci segue da casa.

Arrivo diretto al punto perché so che lei non ama perdersi in premesse varie che tolgono forza al discorso. Presidente è vero che nell’ultimo G201 le ha promesso che verranno raddoppiati i fondi destinati agli aiuti umanitari?

Beh… lei che dice! A me sembra una cosa ovvia. Il nostro paese è stato sempre al primo posto per la concessione di aiuti ai popoli più sfortunati e non potremmo che aumentare il nostro apporto in un momento critico come questo per l’economia mondiale. Ma le dirò di più!! (il presidente era solito dare molta forza alle sue espressioni) Non solo raddoppieremo in quantità i nostri aiuti umanitari ma cureremo direttamente istituendo un Ministro per gli aiuti umanitari, i nostri interventi, che saranno sopratutto rivolti alla creazione di cliniche d’eccellenza, di un sistema di istruzione efficiente anche rivolto alla formazione di una classe di professionisti in agricoltura e nei più svariati settori produttivi. Le dirò ancor di più!!! Negli accordi con l’Unione di Africalandia, ad esempio, abbiamo anche aggiunto una direttiva per l’istituzione di un sistema di mobilità internazionale (di persone) per favorire scambi interculturali tra il nostro paese e il continente africalandese. Inoltre come lei sa, una buona parte dei fondi sarà destinata alla ricerca di una cura o un vaccino per debellare definitivamente l’AIDS, che è uno dei mali principali in quei paesi.

La seconda domanda viene dal segretario del principale partito d’opposizione:

Presidente, lei sa quanto la stimo ma sa anche quanto il mio ruolo mi costringe a metterla in difficoltà (risatina generale), per questo mi e soprattutto le chiedo come sia possibile mantenere, come ha detto prima, la promessa degli aiuti umanitari e anche quella di raddoppiare i fondi per la ricerca e l’istruzione nostrani.

La ringrazio per questa domanda e devo dire che i suoi interventi sono sempre molto intelligenti e mirati, sono sicuro che al mio posto avrebbe fatto bene lo stesso … spero non abbia mai l’occasione per dimostrarlo (altra risata). Tornando alla questione la risposta è semplice. Negli ultimi anni, grazie anche ai vostri consigli, siamo riusciti a debellare l’evasione fiscale sena per questo scoraggiare l’apertura di nuove di nuove imprese nel nostro paese anzi, grazie all’abbassamento della pressione fiscale e (di conseguenza) agli investimenti esteri le imprese sono raddoppiate ed i posti di lavoro triplicati, così come i consumi per via di una cospicua detassazione degli stipendi. Poi attraverso gli incentivi per la creazione di sistemi ad energia solare, gli investimenti per la produzione di energia eolica e grazie ad interventi strutturali per eliminare gli sprechi nella rete elettrica ( anche in quella idrica), abbiamo ridotto e di molto il nostro fabbisogno di energia e quindi anche il bisogno di importarla. Per ultimo, ma non in ordine d’importanza, la “voluntary tax” che prevede la possibilità per ogni famiglia di donare dai 20 globi in su per la ricerca e l’istruzione, istituita lo scorso anno, è stata un vero successo, sono stati donati in media circa 100 globi a famiglia. Questo a dimostrazione di quanto i cittadini abbiano a cuore l’istruzione dei propri figli e lo sviluppo del paese.

La terza domanda arriva da un giornalista di Annoprimo:

Presidente!! Presidente!! Vorremmo farle una domanda

A è lei!! Certo che può farmi una domanda, anzi una domanda prima vorrei fargliela io, ma quand’è che mi invita al suo programma?

Ma presidente …. è venuto già 10 volte quest’anno lei!

(Risatina) Ha ragione, ha ragione … e che lo sa, ”da quando abbiamo fatto la pace” (sempre sorridendo), non riesco a staccarmi dal suo programma, pensi che nel giorno in cui va in onda il suo programma io mi metto davanti al televisore e non riesco a schiodarmi di li. Comunque vada pure, mi faccia questa domanda, solo che devo dirvi che questa sarà l’ultima. Come tutti sapete, oggi sono passati 40 anni da quando ho sposato la mia bellissima moglie ROSIella BINDIni e voglio passare tutta la giornata con lei.Sono 40 anni ma io ancora non riesco ad immaginare quando questi finiranno.

Scusi presidente, è vero, quasi non mi ricordavo, allora le chiedo di dirmi solo due parole su giustizia e rom.

Allora, colgo l’occasione per ringraziare la stampa ed i mezzi d’informazione in generale per la campagna mediatica svolta negli ultimi anni per liberare il parlamento da corrotti e delinquenti di ogni genere, oggi se il nostro paese è un paese libero e finalmente democratico è soprattutto grazie a voi e alla magistratura, in cui io nutro ed ho sempre nutrito una fiducia sconfinata. Comunque se vi riferivate alla riforma della giustizia, abbiamo già creato una commissione speciale composta di 10 illustri docenti universitari, 10 magistrati e 10 parlamentari esperti del settore per discutere una soluzione, e credo che a breve presenteranno il progetto finale. Per quanto riguarda “il problema” dei rom, se così vogliamo chiamarlo, la soluzione è stata trovata a livello continentale. Innanzi tutto è stato istituito un giorno di festività all’anno, grazie anche alla vostra collaborazione, con film, manifestazioni culturali, spettacoli e trasmissioni televisive apposite per far conoscere a tutti la loro cultura. Inoltre verranno create in tutta Europolandia case popolari, dove appunto i rom potranno stabilirsi per il tempo in cui decideranno di rimanere in un paese, a quelli con più di 20 anni che non studiano verrà offerto un posto di lavoro o comunque dovranno svolgere qualcosa di socialmente utile per il paese che li ospita ed infine i ragazzi verranno accolti nelle scuole in qualsiasi periodo dell’anno…..

. Proprio nel mentre del discorso ecco arrivare una chiamata …. è sua moglie. A quel punto il presidente lacrimante senza nemmeno rendersene conto, saluta tutti con un semplice cenno e dopo aver tolto la giacca prende a camminare spedito ed incosciente verso la sua amata.

Nella mente di Speranza in quel momento balena solo un pensiero, la voglia di avere un altro bambino, un’altra vita.


di: Christian Battistoni













31 luglio 2010

Noi, il vaccino della politica

su: gli italiani

Ormai da tempo (direi da sempre) sentiamo parlare di una sinistra in profondo declino, priva di ideali, ma soprattutto incapace di elaborare una linea guida in grado di imprimere una spinta decisa verso la realizzazione di un programma di governo (o opposizione) valido per rispondere ai bisogni del paese. Si dice, una sinistra logorata dalle “faide” interne e orfana del suo leader. Troppo spesso sentiamo richiamare ai miti del passato come Berlinguer o a grandi personaggi ormai usciti dalla scena politica, quali ad esempio Prodi, come ultimi baluardi di una sinistra vincente e coesa, o almeno credibile. A quanto pare, da quella famosa data del 10 maggio 1994, e l’entrata in carica del primo governo Berlusconi, la sinistra (o quello che ne rimane) sembra immersa in una profonda crisi che ne ha logorato le fondamenta e frenato lo sviluppo fino a renderla incapace di assolvere allo stesso compito che adesso dovrebbe appartenerle, quello di opposizione chiara ed intransigente. Ad oggi, questa sembra essere l’opinione prevalente tra gli elettori, e che sta a fondamento del successo di partiti o movimenti privi di una chiara collocazione politica o facenti parte, per così dire, di quella che possiamo definire una sinistra ” alternativa”.

Tutti questi presunti motivi, sono le cause dell’emergere anche a sinistra di molteplici spinte contrapposte capitanate da fantomatici leader “carismatici” che non perdono occasione per candidarsi a “salvatori della patria”. A “profeti” della causa giusta e vincente. In una lotta del bene contro il male, come spesso leggiamo. Come se l’unico problema della sinistra fosse appunto la scelta di un leader vincente. Questo, non è altro che il risultato del processo di personalizzazione della politica che è in atto ormai da più di quindici anni, cioè dall’ascesa politica di Berlusconi, e che ha portato anche alla nascita del cosiddetto “anti-berlusconismo” quale unico modo “vincente” di fare opposizione. Il processo in atto a lungo andare rischia di condurci ad un allontanamento “pericoloso” della classe politica dalla comunità.

Il “vaccino per questo virus” non va ricercato in una persona più o meno carismatica e nelle sue capacità di attrazione e conciliazione di tutte le divergenti forze della sinistra. Il rimedio appartiene alla nostra memoria, sta nella riscoperta di quei valori quali: la solidarietà, l’uguaglianza sociale, la legalità (senza sconfinare nel giustizialismo intransigente), la morale e la lotta contro ogni razzismo e xenofobia, propri della sinistra europea. Il rimedio sta nella partecipazione politica dal basso e nella scelta meritocratica e democratica dei rappresentanti. I cittadini debbono tornare a sentirsi parte del processo di creazione delle scelte politiche. Vanno riscoperte e rinnovate le vecchie sezioni dei partiti con attività che informino e coinvolgano i cittadini nelle scelte che riguardano appunto la loro vita e che li spingano ad un comportamento politico consapevole, responsabile e partecipativo. Le varie correnti, se così vogliamo chiamarle, non dovrebbero essere sintomi di divisioni inconciliabili. Anzi, queste sono il sale della democrazia e tutte insieme, in un lavoro di discussione e confronto, dovrebbero contribuire alla formazione della linea politica dominante, che non consiste nella prevaricazione di una sulle altre ma in un compromesso, o se vi suona male, in un accordo tra tutte le parti in gioco. Come dice De Gregori, la storia siamo noi, quindi, tutti quanti dobbiamo partecipare alla creazione del nostro presente per poter poi immaginare il nostro futuro.

di:  Christian Battistoni




29 luglio 2010

il male della politica italiana e noi .... il vaccino

La democrazia sembra ormai svuotata del suo senso originario, sembra aver perso la spinta e quell'alone di speranza che l'accompagnava dalla fine della 2° guerra mondiale, sembra ormai che si sia persa nelle sue stesse libertà. E' quindi malata. Esiste soltanto un vaccino per questa malattia
22 luglio 2010

Panama: il canale della discordia e l'appalto italiano del secolo

da: unimondo

Sei morti, oltre 150 feriti e più di 300 arresti di numerosi leader sindacali e persone consideratepericolose per il paese. E' questo il pesante bilancio della repressione del governo panamense di Ricardo Martinelli nei confronti dei sindacalisti e di gran parte della società civile del paese che protestano contro l'approvazione della Legge 30 da parte del Governo.

Una situazione tesa che ha fermato il paese intero lo scorso 13 luglio per uno sciopero generale. Le proteste sono iniziate lo scorso 3 luglio, quando si è conosciuto il testo di quella che è ormai diventata la famigerata "Legge 30" o "Ley Chorizo". Approvata dal governo in soli 3 giorni e senza nessuna discussione in Parlamento, la legge tra le altre cose limita fortemente il diritto allo sciopero sancito dalla Costituzione Nazionale, delegittima le organizzazioni sindacali ai tavoli di contrattazione collettiva, favorisce l'impunità delle forze di polizia e militari e evita che le grandi opere in cantiere del governo vengano sottoposte agli studio di impatto ambientale.

Lo sciopero generale è stata la risposta dei cittadini panamensi contro gli ordini di arresto, le detenzioni arbitrarie, le minacce e la repressione de governo contro i dirigenti sindacali e leader popolari delle ultime settimane, sopratutto nella provincia di Bocas del Toro. E' qui che ci sono stati gli scontri più violenti con le forze di polizia. In particolare nel paese di Changuinola, dove oltre 4.000 operai del Sindacato Lavoratori dell'Industria della Banana e Affini (Sitraibana), l'8 luglio hanno iniziato le azioni di protesta contro la legge. Arresti arbitrari erano già avvenuti a all'inizio della prima settimana di luglio nella città di Colòn nei confronti dei lavoratori dell'edilizia riuniti nel Sindacato Unico Nazionale dei Lavoratori nelle Costruzioni (SUNTRAC) e impegnati nei lavori di Ampliamento del Canale, e contro attivisti del Fronte Nazionale per i Diritti Economici e Sociali(FRENADESO) e del Consiglio Nazionale dei Lavoratori (CONATO).

I lavoratori chiedono un passo indietro al governo con l'abrogazione della legge, ma il il presidente Martinelli, ha escluso questa possibilità e dopo forti pressioni anche dai settori commerciali che stanno registrando perdite economiche importanti dovute al blocco delle attività lavorative, il governo ha annunciato la sospensione per 90 giorni di 3 articoli (12, 13,e 14), quelli che derogano al Codice del Lavoro. Ma per la maggior parte degli scioperanti questo non è sufficiente e i dirigenti del Consiglio Nazionale di Lavoratori Organizzati hanno affermato che sono disposti al dialogo purché sia eliminata quella normativa e non si limiti solo alla discussione dei punti relazionati con la tematica lavorativa, dato che la legge contiene molte norme che minano seriamente i diritti umani e la protezione dell'ambiente, e annunciano che la lotta continuerà fino all'abrogazione definitiva.

Il Coordinamento Nazionale per la Lotta e il rispetto per la Vita e la Dignità del Popolo in una conferenza stampa ha chiesto che le autorità chiariscano le responsabilità dei fatti accaduti a Bocas del Toro, che forniscano il numero esatto di detenuti, la gravità dei feriti e come mai molti di loro risultano aver perso la vista.

Anche la Confederazione Sindacale Internazionale (ITUC) ha condannato la repressioneviolenta del movimento di lavoratori panamensi in sciopero. In una lettera inviata alle autorità di Panama, la CSI chiede al Presidente Martinelli che prenda misure adeguate per diminuire il livello di tensione nel paese, e che inizino le indagini necessarie per chiarire i gravissimi fatti degli ultimi giorni con l'accertamento delle responsabilità penali. Si chiede inoltre la abrogazione della polemica Legge 30, considerata anche una sorta di licenza ad uccidere concessa alla polizia, contro la popolazione, come è avvenuto l'8 luglio contro i lavoratori di Bocas del Toro. La CSI ricorda poi che il 90% degli assassini di sindacalisti nel 2009 è avvenuto proprio in Centro America.

I dirigenti sindacali si riuniranno nuovamente oggi per decidere quali altri azioni intraprendere e decidere la data di un nuovo sciopero nazionale, ma intanto hanno dichiarato che Martinelli è ospite non gradito nella provincia dove sono avvenute le violenze dato che viene considerato il massimo responsabile di quello che è successo. Martinelli aveva annunciato di volersi recare a Changuila per rendersi conto dei fatti e per cercare un dialogo.

Responsabilità italiane?

Ma per capire cosa sta succedendo nel paese è necessario fare un passo indietro. Risale a circa un anno fa l'assegnazione dei lavori per l'ampliamento del Canale al consorzio'Unidos por el Canal', un'associazione di imprese costruttrici che si sono aggiudicate l'appalto per i lavori. La multinazionale spagnola Sacyr Vallehermoso e l'italiana Impregilo sono le due società più importanti del consorzio, e vincendo una licitazione privata presentando l'offerta più bassa, assicurano di concludere i lavori per il 2014 alcosto di 3, 2 miliardi di dollari. Una cifra decisamente più bassa rispetto all'offerta immediatamente successiva di 4,2 miliardi di dollari presentata da Bechtel, Taisei e Mitsubishi Corporation.

E' lecito domandarsi come Unidos por el Canal abbia potuto garantire un prezzo così competitivo al governo panamense, e la risposta è molto probabilmente nel caos che sta vivendo il paese nelle ultime due settimane: la limitazione dei diritti sindacali.

Il progetto di ampliamento del canale ha ricevuto molte critiche da parte della società civile e dalle associazioni ambientaliste, sia per l'impatto ambientale in sé, sia perché prevede il trasferimento forzato delle popolazioni che abitano la zona, oltre al fatto che non porterebbe nessun vantaggio economico diretto alle popolazioni ma solo a chi ha grandi interessi commerciali e potrà nell'attraversare più facilmente il tratto che separa i due oceani. Lo scorso aprile Unidos por el Canal ha fatto la sua recruiting: 7000 persone da impiegare nei lavori di ampliamento del Canale scelte con metodi che ricordano il caporalato. Ed è proprio dai lavoratori del Canale che il 5 luglio è partita la protesta: oltre mille addetti del consorzio panamense hanno avviato uno sciopero nei cantieri per rivendicare un salario degno, ma anche attrezzature adeguate, oltre al rifiuto della Legge 30 che sembra scritta proprio contro di loro.

Per ora i lavori sono fermi, e questo rallentamento potrebbe compromettere la data di consegna dell'opera conclusa, come ha assicurato Fernando Serrano, segretario generale della Federazione Statale di Costruzione, Legno e Affini spagnola FECOMA: “Se il consorzio termina i lavori entro l'agosto 2014 avrà un premio, in caso contrario dovrà pagare una multa di circa 215.000 euro per ogni giorno di ritardo”. Per questo ha anche consigliato alla spagnola Sacyr Vallehermoso di trovare un dialogo con i sindacalisti e i lavoratori, e di non tenere conto della legge 30 dato che questo clima di ostilità va a pregiudicare gli stessi interessi dell'impresa.

In Italia, come spesso accade per i fatti di quelle parti di mondo come Panama, le notizie sembrano non arrivare anche se gli interessi italiani nel Paese sono notevoli. A dimostrarlo è il fatto che anche il Premier Silvio Berlusconi ha fatto tappa a Panama lo scorso giugno. Come spiega il sito del Ministero degli Esteri che in occasione della visita del Ministro Frattini lo scorso maggio, parla di una crescita degli “investimenti di Enel, il consorzio italiano Astaldi-Impregilo-Ghella partecipa all'appalto da un miliardo di dollari per la costruzione di una linea della metro, che verrà assegnato a giugno prossimo e l'Impregilo si è aggiudicato quello che diplomatici italiani hanno definitol'appalto del secolo: un lotto da oltre 4 miliardi di euro dei lavori di ampliamento del canale”.

Elvira Corona
(Inviata di Unimondo)



13 luglio 2010

Un silenzio come presenza

E' lontano ormai il tempo in cui a governare era una sana e corposa legalità, amica fedele di un senso del dovere, libero dal pericolo dei soprusi, delle  leggi ad personas, e delle innumerevoli evasioni fiscali.
E' difficile ricordare, oggi come oggi quel tempo, e ancora più difficile e' risalire a quel periodo poiché, mai come in questo momento storico, il nostro Paese sta attraversando una grave crisi, una crisi non solo politica, occorrerebbe sottolineare, ma anche una crisi sociale, economica, culturale, una crisi di valori. Occorre soffermarsi su tale punto, ma ancora approfonditamente bisogna porre  l'attenzione sulla forma e sull'aspetto che la nostra società sta prendendo: non esiste  più una identità, non esiste più rispetto e legalità per il lavoro, non esiste più correttezza, o se esistono, solo in misura condizionata e modellata a determinati interessi. Viviamo in un'epoca in cui ad abbellire programmi televisivi non e' più la veridicità delle informazioni di un telegiornale ma l'importanza e la considerazione dell'apparenza: una realtà alquanto superficiale ed ibrida, proprio perché mista ad una finzione priva del reale e  dell'oggettività.
E' necessario rendersi conto della gravita' della situazione, cercare il rispetto delle proprie vicissitudini ma non come singoli cittadini, ma semplicemente come collettività. Ecco qui e' il problema, in quanto oggi ad essere privi di significato sono gli interessi della collettività; la democrazia e' una collettività e per questo motivo i suoi bisogni devono essere garantiti, di qualsiasi tipo essi siano: da una informazione corretta e veritiera ad un posto di lavoro meritato e guadagnato. Il lavoro necessita di impegno, di attitudine, di bravura, di spirito di sacrificio perché e' proprio nell'attività remunerativa che si esplica la personalità di un individuo e soprattutto la sua realizzazione professionale, prima in quanto uomo e poi come lavoratore. Un lavoro migliore, di conseguenza, non può essere condizionato, vincolato, non lo può essere per una semplice ragione perché non sarebbe legale, solo un lavoro libero e rispettoso può essere garantito tanto rilevante da essere espresso in modo esplicito e vincolante nella nostra Carta Costituzionale, in cui all'art.1 si può leggere che il nostro Paese e' una repubblica fondata sul lavoro.
Dunque, occorre prendere le mosse da tale affermazione e chiederne il rispetto insieme a quello di altrettanti diritti fondamentali, ovvio e' che in tale circostanza e' la società che deve esigere presenza e rispetto ed insieme ad essa le istituzioni devono essere i garanti non i propulsori di una nuova forma di governo "quasi assoluta". Occorre fare una analisi ben attenta dei problemi, per tale motivo e' necessaria una forte partecipazione sociale,una politica diversa e ancora una volta, una alternativa diversa solo cosi forse sarà possibile intravedere un nuovo cammino.
Non lontano da oggi e' invece,il tempo in cui Enrico Berlinguer rendeva partecipe la società che la "questione morale esiste da tempo ma ormai essa e' diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di una fiducia nelle  istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico".


                                                                                            dott.ssa Ida de Cesare


12 luglio 2010

Il muro del canto

Negava con dignità quello che era accaduto con poche possibilità di essere creduto .. creduto. Dondolando .. barcollando ..cantava. Voleva solo un amico muto, un muro che lo ascoltava. Voleva solo essere temuto dal muro che lo aveva cullato ..... Fuori orario si conquista la medaglia dell'esperto equilibrista, un funambolo che vola fischiettando a squarciagola, come dire la fatica è una storia che non mi riguarda ... che non mi riguarda. E no e no .. e no .. e no che non mi fermerò mi manca il paradiso e la voce di Charlotte .....
 Vedo nuvole un po di nuvole .. senti che sapore che ti da la vita e che bocca amara che ti lascia l'avidità.
 Intanto nel girone invisibili c'è chi muore proprio mentre festeggia il suo successo più grande prima di tornare poi nelle miniere del girone invisibili; ma in fondo .... ci sono cose che dimentico.


                                                                                                      Christian Battistoni

8 luglio 2010

il silenzio degli innocenti

"Una scelta obbligata e senza alternative in mancanza di fatti nuovi che avrebbero potuto far cadere le ragioni della protesta" .... parole del segretario generale della Fnsi, Franco Siddi. Proprio così, "un rumoroso silenzio". Poi aggiunge "sappiamo che alcuni giornali, per condizioni ideologiche o questioni di militanza (il foglioil giornaleliberoil riformista) non aderiranno allo sciopero. Noi ci appelliamo perché questa è una battaglia di tutti. Quanto più una protesta è fragorosa più il risultato è forte".
Una protesta contro una legge che il nostro "benamato" premier definisce sacrosanta ma che invece sembra ancor più affossare a colpi di martello la già stanca e ferita democrazia.L'ennesimo atto a conferma della linea "progressista" - egemonica intrapresa dal nostro governo. Un governo troppo latino e poco europeo (come si chiamava quel dittatore li .... si quello li ... quello cileno). Un governo .... ma quale governo ... un presidente
Bene, per un giorno, domani torneremo ad essere un popolo. Non completamente unito forse, ma pur sempre un popolo impegnato a combattere per le sue libertà. Un popolo furbo ed intelligente per antonomasia. Un popolo stanco di essere il capro espiatorio dei "malsani" (sotterranei) atti di uomini senza pudore e vergogna. Andate avanti senza paura, il Mondo vi osserva.
Solidale con il Mondo dei giornalisti.


                                                                                             Christian Battistoni


7 luglio 2010

La storia siamo noi

Francesco De Gregori raccontava che la storia siamo noi. Ed è proprio così, noi abbiamo scritto la nostra storia e noi continueremo a scriverla fin tanto che avremo un cervello per pensare, gambe e piedi per correre ed inseguire e braccia e mani per lavorare .... appunto scrivere la storia. Ma cosa ci racconta adesso la nostra storia? Quella di un passato dimenticato, di un presente che, senza pretese e sentimenti (soffocati) e contraddistinto da spinte rivoluzionarie rivolte in direzione ostinata e contraria, ci costringe a pensare ad un futuro incerto ....( cosa sarà?)
Ripeto, cosa ci racconta adesso la nostra storia? 
La nostra storia non ha più il coraggio di raccontarsi, non ne ha la forza e la voglia, La nostra storia ..... è passata di moda. La nostra storia storia è ormai nelle mani di pochi "blasfemi" ed irriconoscenti personaggi che in preda al delirante ed eccitante (dopante) effetto del potere, cercano con pericolosi e vecchi (ma sempre più in voga) mezzucci propagandistici (populistici) di minarne le basi .... troppo vivo è ancora il ricordo negli occhi di mio nonno (nel bene e nel male). La nostra storia non sa nemmeno su che musica piangere e ballare. Il caro e ormai vecchio Andreotti diceva: "il potere logora chi non ce l'ha" .... beh .... credo si sbagliasse.
Ma dov'è finita la nostra storia? La storia di un popolo unito ed intraprendente, romantico e geniale (impossibile "linkare" qualcosa, troppe sono le nostre scoperte per poterne scegliere .... un esempio). Un popolo di artisti e valorosi rivoluzionari, ma soprattutto .... un popolo libero.
Ormai da troppo tempo, il nostro antico e fantastico paese (creatore di civiltà), può soltanto subire, a testa bassa, le "bacchettate" di paesi che dalla storia hanno tratto insegnamento per costruire il loro futuro, anche se non mancano atti di solidarietà.
Il nostro è ormai un popolo diviso. con pochi ingenui, che fedeli a quei principi di libertà ne difendono fino allo strenuo delle forze la legittimità, e tanti tanti calcolatori ed immorali arrivisti che lentamente (non proprio) ne indeboliscono (fino all'inagibilità) le fondamenta. Noi cosa facciamo? Noi, ortodossi seguaci del darwinismo, riusciamo soltanto a maltrattarci vicendevolmente. Quasi ci fossero cittadini di serie A e cittadini di serie B.
L'unica cosa che mi viene da dire per concludere è ..... Dio è morto.


                                                                                             Christian Battistoni

5 luglio 2010

"L'altra storia"

La divisione del mondo non nasce dalla differenza di culture, di abitudini, di pensieri completamente differenti che contraddistinguono l'intera popolazione presente nel nostro pianeta, ma dalla volontà di volere "imporre" la propria identità, il proprio modo di vivere considerandolo come fosse il migliore. E' proprio quell'imporre che vittima di un sistema basato esclusivamente sull'egocentrismo, genera il più delle volte odio, razzismo e conflitto, dimenticando e quasi ignorando il vero senso e la sarcastica peculiarità di ogni genere di cultura umana.

La cultura, infatti, siamo noi, il nostro intelletto, la nostra storia e per tale ragione ogni storia va rispettata, va conosciuta, va conquistata, va esplorata. Il mondo non può essere diverso, siamo noi a volere fare la"differenza", apprezziamo noi stessi ma non "l'altro": occorre aprire gli occhi e cercare di guardare l'altro lato della realtà anche se può sembrare lontano e oscuro:guardare in un'unica direzione comporta monotonia, inerzia, assenza di se'; imparare a conoscere bene se stessi e il proprio mondo e' possibile solo confrontandosi, desiderando il meglio della semplicità quotidiana sforzandosi di ammettere gli errori della "nostra storia". Si convive con entrambi, può essere semplice, occorre solo saperli accettare:una cultura a senso unico non e' cultura, e' si tradizione, ma resta sempre una realtà superficiale, superflua, il senso di ogni vera storia e' nella sua conoscenza, nel suo approfondimento.

L'approfondimento e' direttamente proporzionale alla nostra conoscenza allo stesso modo in cui quest'ultima lo e' con la nostra mente...basta solo seguirla, viverla: questa e' "l'altra Storia", non e' ne' un inizio e ne' una fine ma e' presente nella perpetua volontà di saperla condividere e amare e per fare questo non e' sufficiente aspettare ma e' necessario anche solo un pizzico di curiosità accompagnato dalla consapevolezza che non e' mai troppo tardi ma vi e' sempre un tempo per cominciare.


                                                                                      Dot.ssa Ida De Cesare


2 luglio 2010

la formica (mini) bischera

Son morto o son vivo? Sono un morto che cammina, anzi sono un vivo un po troppo morto. Ah..... dimenticavo, ma io sono solo una formica (quindi l'animale più forte del Mondo): scavo,raccolgo, dispenso; per poi al primo freddo chiudere le porte della caverna e tra le braccia di mia moglie godermi il meritato riposo (pensione).Bene oggi mi sveglio alle 7 di mattina a mi preparo come ogni mio solito in fretta e in furia per il lavoro, esco di casa ma l'ambiente mi sembra insolito, l'aria è frizzantina .... di sottofondo si sentivano musiche brasiliane. Intorno a me uomini e donne (formiche) vestiti a festa che ridono, bevono e mangiano le provviste accumulate neì giorni precedenti. Mi sorge un pensiero, che sia un sogno? No non credo, ho ancora addosso il torpore mattutino ad attanagliarmi le membra. Allora meglio, che sia arrivato l'inverno? Impossibile non sono riuscito a dormire tutta la notte per il caldo torrido. Incredulo e spaesato proseguo (come ogni mattina) verso il mio caro e raro posto di lavoro (per lo più giovane lavoratore), quando sulla via incontro un mio collega vestito a festa anche lui che un po brillo mi dice: oggi c'è il re!!oggi parla il re!! il re è venuto a trovarci!!!Oggi non si lavora!!! è festa!! c'è il re!!!. Io sempre più perplesso: il re.....!!!! il re di che!!? di chi!!? re come!!? ma soprattutto ....  re perché!!? Lui: ma dai non fare tutte queste domande!!! tieni; bevi, mangia che tra un po parla il re e lui non vuole vedere facce tristi!! Io: scusa ma perché mangiate e bevete in un giorno quello che abbiamo accumulato in un mese? che facciamo non mangiamo per un mese quest'inverno oppure mangiamo ad intermittenza!!? lui: certo che sei triste!!! sempre a pensare in negativo, sempre li a calcolare!!! ma non ti preoccupare, mangia, bevi, po tanto ci pensa il re, tanto qui è tutto suo!! Io: scusa ma io lavoro e qua è tutto suo.... io quindi lavor per lui .... ah vabbe.... buono a sapersi (primi sintomi di corruzione)!! lui: vabbe dai comunque non perdiamo tempo ed andiamo ad ascoltare il re parlare!! Io: senti io non lo conosco e già non lo sopporto questo fantomatico re!! lui: lo vedi che non sei per niente riconoscente, lui fa tanto per noi, lui lavora per noi alla fine chi glielo fa fare!! Io: ma lui chi? e che fa? quindi io ... non faccio niente! io mi sveglio tutte le mattine per pettinare le bambole!!!?..... ah vabbe andiamo bene!! - E continuando a parlare arriviamo sotto il palco .... Era pieno di formiche, avanti c'era gente venuta da fuori e sentivo gridare: a me ha dato le provviste per un anno!! a me mi ha dato il permesso di costruire li .... dove c'è quel bosco ... un altro: ma quello protetto!!! lui: si quello la bravo!! quello dove giocavamo da piccoli!! pensa ci costruirò un grande centro commerciale!!! In coro: certo che è proprio bravo il nostro presidente!!!!- Dietro invece c'eravamo noi, con le nostre mogli, felici e contenti perché, inebriati dall'alcool e dal cibo, vedevamo in quell'uomo il nostro salvatore!! il messia!! colui che poteva salvarci da una vita di sacrifici!!. Sulla sinistra invece vedevo altra gente, con la penna in mano e con il microfono davanti ma che non potevano scrivere perché i polsi sanguinanti erano legati tra loro, e la bocca era coperta da un bavaglio, tutti quanti erano poi in fila ad aspettare che mani e lingua fossero definitivamente tagliati ....  Arriviamo sotto il palco e il mio collega comincia a gridare: guarda guarda è li il re!!! è li!!!  Io: li?li dove? Io non vedo nessuno? lui:li.... li dov'è il microfono!! Io: sarà l'alcool ma io non vedo nessuno!! boh!!!- Poco dopo ecco arrivare due bellissime(donne) formiche con un piedistallo alto circa come mezzo uomo, sistemano il piedistallo sotto il microfono ed aiutano un uomo a salire. Eccolo, il re, con un sorriso fantastico e carico di affetto (per le donne al fianco), ci saluta: salve formichioni ( che fa rima con?) e comincia a parlare ..... ma noi inebriati dall'alcool e pieni di cibo non riusciamo ad ascoltare, troppa è la nostra fiducia per quest'uomo così gioioso che lavora per noi, trascurando i suoi affari, e allora ci lasciamo tutti andare in un sonno profondo e spensierato, sognando isole, macchine, donne e tanto cibo che ci cade dal cielo, mentre tutto scorre....... nelle mani della formica bischera

                                                                                                Christian Battistoni

luglio       
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